CROCIATE


CROCIATE

liberamente ispirato a
Nathan il Saggio
di Gotthold Ephraim Lessing

testo e regia GABRIELE VACIS

allestimento e scenofonia Roberto Tarasco

Fondazione Teatro Regionale Alessandrino

Il 25 ottobre, alle ore 20.45, Valerio Binasco porta in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, Crociate, scritto e diretto da Gabriele Vacis, liberamente tratto da Nathan il Saggio.

NATHAN IL SAGGIO, testo poco rappresentato in Italia, offre molteplici spunti di riflessione sulla necessità di elaborare percorsi di pace e di reciproca tolleranza, indispensabili, ieri come oggi, per superare le diffidenze e favorire una reale integrazione tra le genti. Ogni religione ha un autentico contenuto di rivelazione il cui senso e scopo non può essere spiegato teoricamente, ma deve essere dimostrato con l’azione pratica.

NATHAN IL SAGGIO è un poema illuministico che Gotthold Ephraim Lessing compone due anni prima di morire, nel 1779. In cinque atti, il dramma racconta la storia dell’ebreo Nathan, che, perduti moglie e figli in un pogrom antisemita, adotta un’orfana cristiana di nome Recha. La vicenda si svolge a Gerusalemme, crocevia delle tre religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo, islamismo – nel corso della terza crociata. Qui durante un terribile incendio Recha viene salvata da un templare che se ne innamora. Ma il templare viene catturato con altri compagni del suo Ordine dai soldati del Sultano Salah Ed-Din. Quest’ultimo, colpito dalla somiglianza del giovane con il fratello misteriosamente scomparso anni prima, gli concede la grazia. Il templare domanda la mano di Recha a Nathan, il quale, colto da un dubbio, organizza un’indagine sulle origini del giovane, dimostrando così che lui e Recha sono in realtà fratello e sorella, essendo figli di Assad, il fratello scomparso di Salah Ed-Din. A questo punto fedeli cristiani, ebrei e musulmani si riuniscono come membri di un’unica famiglia superando le diversità delle tre confessioni religiose.

Di “Nathan” Lessing diceva, nella prefazione originaria da lui poi soppressa perché troppo esplicita:

Se si dirà che quest’opera insegna come presso vari popoli sia esistita, e non da ieri, gente che si è liberata di ogni religione rivelata e tuttavia era gente buona; e se si aggiungerà che la mia evidentissima intenzione è stata di rappresentare questa gente in una luce meno ignobile di quella che di solito la vede la plebaglia cristiana: allora, certo, non avrò molto da obiettare… Ma se si dirà che ho agito contro la verosimiglianza poetica avendo voluto trovare tale gente tra gli ebrei e i musulmani, allora devo far presente che i soli intellettuali erano, a quell’epoca, ebrei e musulmani; che il danno arrecato dalle religioni rivelate al genere umano non doveva mai essere stato maggiormente palese all’uomo ragionevole che ai tempi delle Crociate; e che da parte degli storiografi non sono mancati accenni al fatto che tale uomo ragionevole sia stato appunto un sultano".

La parola CROCIATA, che oggi viene usata con frequenza, sia in senso positivo che negativo, in realtà venne conosciuta tardi nel Medioevo. Per indicare la spedizione armata in Terra Santa si usava il termine iter, viaggio. Oppure transitum, passagium ultramarinum, o, se la mobilitazione era particolarmente grande, passagium universale. Sembra quasi che l’idea della guerra, dei combattimenti feroci, del sangue, fossero insecondo piano rispetto a quella più affascinante del viaggio, dell’andare lontano, dall’altra parte del mare. Altri ancora, considerando l’indulgenza plenaria che il papato aveva concesso ai crociati, chiamavano il loro viaggio perdono. Né mancavano i Teologi che, alludendo alla spedizione in Terra Santa verso la terra promessa di Israele, parlavano biblicamente di exodus, o bellum sacrum, guerra santa, e quindi giusta, control’infedele.

La parola moderna crociata, quindi, nacque da un aggettivo sostantivato. Si chiamavano crucesignati coloro che avevano fatto voto di raggiungere il Santo Sepolcro e che, in segno di tale voto, portavano una croce di stoffa cucita sul petto, sulla spalla, o sulla bisaccia.

Se volesse il Signore, tutti quelli che sono sulla terra crederebbero. Ma tu non puoi prendere la gente per il collo perché creda! (CORANO Sura IX, 99. Traduzione di Federico Peirone).

Ci sono momenti in cui ritornano conflitti che sembravano dimenticati. La modernità ci aveva illusi che le differenze tra le fedi fossero roba antica. Ma l’antico e il moderno si intrecciano senza logica. Il teatro è antico. E’ il luogo della meditazione civile, può aiutare a comprendere. “Crociate” è uno spettacolo che intreccia voci, magari lontane: quella di Zvi Kolitz, quella del Qohélet e dell’antico testamento, quella di tanti uomini che nel corso del tempo hanno trovato le parole per rivolgere domande a Dio. Tutto questo si intreccia sul capolavoro di Gotthold Ephraim Lessing, “Nathan il saggio”.

Gabriele Vacis

PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
Via Nazionale, 183 − 00184 Roma

tel. botteghino: 06 4882114
06 48872222

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ORARIO SPETTACOLI: Martedì, giovedì, venerdì – ore 20,45 / Sabato ore 16,30 e 20,45 /Mercoledì e domenica – ore 17,00. Lunedì riposo

COSTO DEI BIGLIETTI: poltronissima 22 euro – poltrona 16 eur