L’8 novembre, alle ore 20.45, al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, Anna Maria Guarnieri interpreta la grande Eleonora Duse portando in scena lo spettacolo di Ghigo de Chiara “Eleonora - ultima notte a Pittsburg” per la regia di Maurizio Scaparro.
Nasce a Vigevano, in una camera d’albergo; muore a Pittsburgh, in una camera d’albergo. È l’inizio e la fine del lungo viaggio, la lunga tournée, intorno al mondo di Eleonora Duse, figlia d’arte. Ma l’arte sua, quella costruita con la gioia e la fatica di vivere, con la curiosità e l’ansia di conoscere, era destinata a resistere nel tempo ed a diventare mito, forse perché era un grido o un canto splendidamente e tragicamente umano (come sa essere talvolta l’arte teatrale). Eleonora Duse recitava in giro per il mondo con coraggio, nella sua lingua, giorno dopo giorno, città dopo città, sempre attenta ai mutamenti della scrittura e dell’arte scenica. I primi amori, il cielo di Napoli, Asolo, gli incontri con Gabriele D’Annunzio e Arrigo Boito, le lettere sparse negli anni e nei viaggi, il grande affetto per la figlia Enrichetta, e poi la guerra, l’amore per l’Italia e per la sua lingua, le vittorie, la solitudine, le delusioni, le rivincite, la Parigi di Sarah Bernhardt e via via i palazzi di Pietroburgo, l’amore per Beethoven, la “crudeltà” di New York, il sole di San Francisco, la pioggia e le ciminiere di Pittsburgh, ma sempre la volontà, malgrado tutto, di viaggiare, di conoscere e di sperimentare il nuovo, per poi tornare sempre al suo vero amore: il teatro. Per questo, “l’ultima notte a Pittsburgh” è rivissuta da Maurizio Scaparro partendo dal testo di Ghigo de Chiara ed affidando il ricordo alla sensibilità di una grande attrice italiana come Anna Maria Guarnieri, in un alternarsi febbricitante di ricordi e di sogni, con l’eco dei testi e degli spettacoli a lei più cari, ma soprattutto con il conforto di parole scritte durante tutta la sua vita alle persone amate e a se stessa. Ed è anche un modo per rendere omaggio oggi, a 150 anni dall’Unità d’Italia, ad una donna straordinaria come Eleonora Duse e a quello che ha significato e significa per la diffusione della nostra cultura e del Teatro italiano nel Mondo.
“…c’è qualcosa in lei che fa pensare ad un bambino, ad un bambino dolente. Immagino che questo dipenda dalla semplicità della sua arte.
Nella somma delle sue qualità nasce l’artista perfetto: la semplice, schietta anima del bambino, l’artigiano dalla grande esperienza tecnica, il cuore a cui è stata insegnata la lezione dell’umana compassione e l’acuto cervello analitico dello psicologo.
Il punto culminante della “Porta chiusa” è stato il secondo atto, quando la madre improvvisamente viene a sapere che il figlio è a conoscenza del segreto della sua nascita illegittima. Un’attrice di meno talento avrebbe ridotto a brandelli questa emozione. La Duse si lascia cadere su una sedia contorcendo il corpo come un bambino sofferente. Non si vedeva il suo viso; non c’era l’alzarsi e l’abbassarsi delle spalle. Lei se ne stava lì in silenzio quasi senza muoversi. Solo una volta per il suo corpo corse un brivido di dolore come un parossismo. Quello e l’improvviso raggrinzirsi del suo corpo davanti alla mano tesa del figlio erano i soli movimenti visibili. E pur tuttavia immensa è la sua potenza drammatica e talmente grande è la sua conoscenza della tecnica drammatica che questa scena quasi ti strazia il cuore.
PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
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tel. botteghino: 06 4882114 06 48872222
ORARIO SPETTACOLI: Martedì, giovedì, venerdì - ore 20,45 / Sabato ore 16,30 e 20,45 /Mercoledì e domenica - ore 17,00. Lunedì riposo
